Protocollo di Kyoto

L’obbligo per le nazioni sottoscriventi di ridurre le emissioni di CO2 ; offre, alle aziende italiane, l’opportunità di investire in innovazione tecnologica e nel miglioramento dell’efficienza energetica dei cicli produttivi.

Il protocollo di Kyoto è un trattato internazionale in materia ambientale che riguarda il riscaldamento globale. Il trattato prevede l’obbligo per i Paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti in una misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990, considerato come anno base, nel periodo 2008-2012.
Il Protocollo di Kyoto prevede il ricorso a meccanismi di mercato, i Meccanismi Flessibili:

  • Clean Development Mechanism (CDM)
  • Joint Implementation (JI)
  • Emissions Trading (ET)

Protocollo Kyoto

APPROFONDIMENTO SUL PROTOCOLLO DI KYOTO

Il Protocollo di Kyoto è stato sottoscritto nella città giapponese di Kyoto l’11 dicembre 1997 da più di 160 Paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Perché il trattato potesse entrare in vigore, si richiedeva che fosse ratificato da non meno di 55 nazioni firmatarie e che le nazioni che lo avessero ratificato producessero almeno il 55% delle emissioni inquinanti. Quest’ultima condizione e’ stata raggiunta solo nel novembre del 2004, quando anche la Russia ha perfezionato la sua adesione. Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia.

Il trattato prevede l’obbligo per i Paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) in una misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990 – considerato come anno base – nel periodo 2008-2012.

Premesso che l’atmosfera terrestre contiene 3 milioni di megatonnellate (Mt) di CO2 , il Protocollo prevede che i Paesi industrializzati riducano del 5% le proprie emissioni di questo gas. Le attività umane immettono 6.000 Mt di CO2 , di cui 3.000 dai Paesi industrializzati e 3.000 da quelli in via di sviluppo; per cui, con il protocollo di Kyoto, se ne dovrebbero immettere 5.850 anzichè 6.000, su un totale di 3 milioni.

Ad oggi, 174 Paesi e un’organizzazione di integrazione economica regionale (EEC) hanno ratificato il Protocollo o hanno avviato le procedure per la ratifica. Questi Paesi contribuiscono per il 61,6% alle emissioni globali di gas serra.



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